
Introduzione
Tutte le diverse collezioni di fiori si ispirano ai principi
della floriterapia di Bach, scopritore e pioniere di questa
straordinaria disciplina. La letteratura è ricca di riferimenti
alla floriterapia: i fiori di Bach provengono dall'Inghilterra e
comprendono 38 rimedi ed un rimedio di emergenza, formato da 5
fiori. Le omonime essenze vengono ottenute utilizzando acqua pura
di fonte come "serbatoio" per immagazzinare le "vibrazioni
energetiche" dei fiori estratte dalla sottile energia
dinamizzante del sole. La storia e i principi sono ormai noti e
pertanto non saranno oggetto del nostro discorso.
Molto meno conosciuti sono invece i numerosissimi rimedi sorti in
seguito, dopo gli anni Settanta, grazie alle scoperte di
ricercatori che hanno saputo cogliere le proprietà terapeutiche
dei fiori dei loro paesi. Nascono così i fiori californiani,
italiani, alaskesi, indiani, francesi, australiani e molti altri
e su alcuni di questi focalizzeremo la nostra attenzione.
Queste essenze floreali non agiscono in funzione della
composizione chimica del liquido, ma attraverso l'energia vitale
dei fiori "intrappolata" nella soluzione acquosa che ne
costituisce la base. L'impatto sull'organismo non è diretto a
livello biochimico, come invece accade per i farmaci, ma a
livello di interferenza di onde energetiche mirate a stimolare un
effetto di "self healing" piuttosto che forzare
modificazioni chimiche. Ciò non esclude che l'azione delle
essenze possa condurre anche ad alterazioni a livello fisiologico,
comunque mai forzate, ma scaturite da una evoluzione interiore. I
rimedi floreali agiscono in profondità sull'essere delle persone
e il loro impiego richiede quindi una attenzione particolare
rispetto alla medicina convenzionale e a molti rimedi naturali. L'accuratezza
della diagnosi, della prescrizione ed una attenta osservazione
continua con eventuale modifica e ottimizzazione dei rimedi
somministrati sono alla base di una terapia efficace.
Alle essenze floreali scoperte in questi ultimi anni si deve il
grande merito di arricchire la gamma dei rimedi di Bach,
permettendo agli operatori di intervenire in modo ancora più
mirato sulle molteplici sfumature individuali degli stati d'animo
negativi. Questi, infatti, presentano una profonda variabilità
tra le diverse persone e sono in continua evoluzione per
adeguarsi alle incessanti trasformazioni dell'ambiente, della
società e della coscienza collettiva e dello spirito del tempo.
Le nuove collezioni nascono quindi per un duplice ordine di
motivi: prima di tutto per valorizzare la flora dei paesi del
mondo, ispirandosi al concetto che qualche decina di fiori tipici
di alcune aree dell'Inghilterra non siano sufficienti ad esaurire
l'immensa varietà della flora mondiale; in secondo luogo si
prefiggono di affrontare il maggior numero possibile di stati d'animo.
Alcune collezioni hanno raggiunto un elevato grado di sviluppo,
disponendo di un vasto e dettagliato repertorio e di una propria
materia medica. Ognuna di queste deve comunque essere considerata
aperta a continui sviluppi ed approfondimenti.
Le essenze californiane
Alla fine degli anni settanta l'opera di Bach era poco conosciuta
(solo tre libri erano stati pubblicati) ed ancora poco apprezzata.
Nonostante ciò, nel 1979, un gruppo di ricercatori della
California guidati da Richard Katz e Patricia Kaminsky,
intraprese uno studio sulla flora californiana e delle limitrofe
regioni nordamericane che li condusse ad individuare
complessivamente 103 nuove essenze. A questi studiosi va
riconosciuto il merito di avere in questo modo contribuito alla
diffusione di questo approccio terapeutico. L'impegno di Katz e
Kaminsky si spinse infatti fino alla fondazione di una
associazione, la Flower Essence Society (FES), i cui intenti sono
favorire l'uso delle essenze floreali come catalizzatori di
salute e di crescita; condividere le informazioni acquisite con
gli operatori, i ricercatori e le altre persone interessate al
loro utilizzo; fornire un punto di incontro per coloro che sono
interessati a trovare nuove applicazioni alle intuizioni di Bach,
che l'associazione riconosce ed accetta; sostenere la ricerca
scientifica per la preparazione di nuove essenze e per la
sperimentazione di nuovi modi di usarle.
Le essenze della FES sono ormai note in tutto il mondo come
"fiori californiani" o Flower Essence Society
Quintessentials, il cui repertorio è uno dei più ampi oggi
disponibili per una singola collezione. Il termine
Quintessentials è un chiaro riferimento alla tradizione
alchemica, secondo cui i rimedi sarebbero prodotti dall'azione
combinata dei quattro elementi (acqua, aria, terra e fuoco) più
un quinto, rappresentato dalla coscienza dell'uomo, oggetto di
questa "terapia dell'anima". I rimedi sono preparati
secondo il metodo di Bach con i fiori originari di un vasto e
ricco territorio ai piedi della Sierra Nevada, dove sorge il
quartier generale della società. Il repertorio completo
comprende 103 rimedi floreali suddivisi in 5 kit, un kit
supplementare di essenze sperimentali, alcuni oli di derivazione
floreale ed una crema Self-Heal. Una fitta rete di collaboratori
internazionali si presta a collaudare i nuovi rimedi secondo un
preciso programma di ricerca che li ha fatti conoscere in tutto
il mondo, rendendoli i più noti, studiati e sperimentati dopo i
fiori di Bach.
Questa collezione è nata come integrazione dei rimedi di Bach e
viene usata nello stesso modo e spesso impiegata in sinergia,
come la FES stessa consiglia. L'assunzione dei rimedi deve
preferibilmente avvenire al risveglio o prima di coricarsi, nei
momenti di riposo o prima dei pasti. La posologia standard è di
quattro volte al giorno, ma può essere aumentata al bisogno o
ridotta a due per i bambini. L'uso esterno delle essenze,
efficace come quello interno, può essere condotto impiegando
come base una crema neutra o la crema di Self-Heal e facendo
applicazioni sulla parte interessata o, in modo più mirato, sui
punti di agopuntura. Una applicazione sulla parte interna dei
polsi permette di applicare la crema e di assumere i rimedi senza
togliere i vestiti o assumere le gocce per via orale.
Le principali indicazioni dei fiori californiani sono: stress,
traumi emotivi, squilibri emotivi, molti problemi connessi alle
relazioni interpersonali, tristezza e sfiducia in sé stessi,
problemi della sfera sessuale, aspetti interiori legati alla
spiritualità.
Le essenze dell'Arizona
Cinthia Athina Kemp Scherer ha creato, a partire dagli inizi
degli anni Ottanta, la collezione Desert Alchemy Flower Essences,
ottenuta da alcuni fiori spontanei delle aree semidesertiche dell'Arizona.
Per la maggior parte si tratta di fiori di cactus del deserto di
Sonora, fiori di alcuni alberi ed altri generi di flora selvatica.
Tutte le piante dai cui fiori vengono estratte le essenze sono
abituate a vivere in condizioni estreme, sopportando temperature
altissime e lunghi periodi di siccità. Per sopravvivere hanno
sviluppato strategie straordinarie, fiorendo di notte, ricercando
l'acqua nelle profondità del terreno grazie a lunghissime radici
e difendendosi dall'ambiente con spine. L'idea che la grande
forza vitale interiore di queste piante possa in qualche modo
essere trasferita nell'organismo umano ed impiegata come stimolo
positivo ha ispirato la realizzazione di essenze tratte dai loro
fiori.
Anche le essenze prodotte dalla Desert Alchemy sono raggruppate
in kit, i cui principali sono il Cactus & Company Kit 1,2 e 3
e l'Applied Physiology Kit. Molti rimedi sono miscelati per
formare un gran numero di formule composite e molti sono ancora
in fase di studio.
Gli stati emotivi per i quali queste essenze risultano
particolarmente indicate sono gli squilibri emotivi dovuti alle
relazioni interpersonali, la sfiducia in sé stessi, l'eccessiva
razionalità, l'incapacità di controllare le situazioni o di
accettare le novità, la schiavitù dei pregiudizi e delle
abitudini.
Le essenze australiane
Anche note sotto il nome di Living Essences of Australia, queste
essenze sono state repertorizzate a partire dal 1977 da Vasudeva
Barnao, affiancato dal 1983 dalla moglie Kadambii. I due coniugi
sono anche i fondatori della Australian Flower Essence Academy,
che organizza anche corsi di specializzazione.
La maggior parte di queste essenze provengono da fiori
caratteristici delle regioni sud occidentali dell'Australia,
ricchissime di flora selvatica. Il kit completo è costituito da
84 essenze, ma sono disponibili molti kit specifici che
raggruppano le essenze in base alle problematiche che sono in
grado di risolvere. Una serie di combinazioni possono essere
impiegate per fare bagni: General Stress, Children, Couples,
General Energy Combination, Babies. Altre combinazioni possono
essere vaporizzate nell'ambiente: Bed Spray, Personal Spray,
Family Room Spray, Work Spray.
I Barnao cercano di fondere nei loro prodotti i principi guida
della floriterapia di Bach e le tradizioni millenarie degli
aborigeni australiani. Il popolo dei Nyoongah, per esempio,
utilizza fin dalla notte dei tempi medicamenti simili agli
attuali rimedi floreali. Il metodo impiegato per la produzione di
alcune delle Living Essences of Australia è infatti differente
da quello tradizionale: durante una intervista, Vasueda Barnao ha
rivelato che è possibile preparare le essenze dal fiore vivo,
senza che vi sia diluizione e scambio di materia tra l'acqua e il
fiore, ma soltanto trasferimento di "vibrazioni energetiche".
Questa scuola australiana presenta una caratteristica innovativa
di integrazione tra floriterapia ed agopuntura. Nelle Floral Acu
Maps vengono presentate le corrispondenze tra le essenze e i
punti di agopuntura. La tecnica, usata anche in altre scuole,
consiste nell'applicare le essenze sui punti e si rivela
particolarmente efficace per i disturbi da stress, sindrome
premestruale e fenomeni di dipendenza.
Le essenze floreali australiane di questa collezione si sono
rivelate particolarmente efficaci nella terapia del dolore:
sembra che le statistiche confermino che alcuni rimedi funzionino
bene quanto la morfina, senza però presentarne gli effetti
collaterali. Le altre indicazioni principali sono la cura delle
conseguenze dei traumi a lungo termine e i problemi derivanti dai
rapporti interpersonali, grazie all'azione rilassante e
stimolante verso l'apertura sociale tipica di molti rimedi.
Essenze specifiche sono indicate anche per la frustrazione, l'insensibilità,
la superbia o il complesso di inferiorità. Trovano una loro
soluzione anche alcuni problemi d'amore e dell'adolescenza. Le
modalità di somministrazione seguono i canoni classici.
I fiori della prateria australiana, il bush, sono stati oggetto
degli studi del naturopata australiano Ian White e della moglie
Karen, che ne hanno tratto una collezione di essenze denominata
Australian Bush Flower Essences. I 61 rimedi di cui è composta
sono preparati con la flora spontanea di una delle zone più
ricche di tutto il pianeta, secondo i principi della floriterapia
e delle tradizioni locali ed impiegando il metodo di Bach.
Lo stesso White definisce le proprie essenze come "catalizzatori
per risolvere stati emozionali negativi e per sviluppare abilità
intuitive". Le indicazioni riguardano la crescita personale,
la valorizzazione delle potenzialità personali, la tristezza, la
debolezza, lo stress, i problemi di sfiducia ed interpersonali.
Indicazioni specifiche sono i problemi connessi alla sessualità
ed alla capacità di concentrazione e meditazione. Per la scelta
dell'essenza appropriata, egli consiglia l'indagine kinesiologica
del Touch For Health sorretta dall'intuizione personale, "a
gut feeling", e da un paziente lavoro di analisi.
I rimedi di questa collezione hanno un effetto più incisivo se
assunti singolarmente, anche se sono disponibili rimedi composti
da più essenze, fino a sei. Tutte le essenze sono indicate sia
per uso interno che esterno e se ne consiglia l'assunzione di 7
gocce al mattino e 7 alla sera per un periodo di due settimane.
Le essenze francesi
La collezione degli Elixirs Deva è nata grazie all'opera ed alle
ricerche del francese Philippe Deroide, iniziate nel 1986 ai
piedi del massiccio di Vercors, sulle Alpi francesi. A Deroide si
deve riconoscere il merito di avere organizzato nel 1990 a Parigi
la prima conferenza internazionale di floriterapia.
Il repertorio di questa collezione è molto vasto, ma comprende
rimedi condivisi con altre collezioni. Il nucleo centrale è
rappresentato da 97 rimedi ottenuti per la maggior parte da fiori
originari delle Alpi e da un piccolo numero di fiori selvatici di
altre aree della terra, in comune con la collezione della FES.
Altri 33 nuovi rimedi, aggiunti recentemente, sono in parte
comuni alla collezione Australian Bush Flower Essences. I
classici 38 rimedi di Bach compaiono nel repertorio, anche
associati ad altre essenze specifiche per formare 7 formule
composte, i Complexes Floraux Deva.
La scuola francese si affida alla tradizione erboristica
medievale e rinascimentale per la scelta dei fiori e dei rimedi.
Il sottile rapporto che lega l'uomo alla natura ed ai fiori in
particolare, individuato dalle cosiddette "segnature",
viene spesso tramandato dalla tradizione e talvolta evidenziato
da analogie rivelate dalla sensibilità popolare o del
ricercatore stesso.
La preparazione degli Elixirs segue i canoni di Bach, con le
differenze che il brandy impiegato presenta una gradazione
inferiore e sono anche disponibili in soluzione di olio vegetale
o linfa d'acero.
Le applicazioni generali comprendono la paura, lo stress, la
sfiducia, la debolezza emotiva e le difficoltà nelle relazioni
interpersonali. Alcuni rimedi di questa collezione sono
particolarmente indicati per problemi connessi alla sfera
sessuale ed alla gravidanza, mentre altri sono indicati per
problemi che accompagnano scelte morali.
Le essenze indiane
Due medici indiani, Rupa e Atul Shah, dopo aver conosciuto,
studiato ed apprezzato i fiori di Bach, vollero ricercare nella
loro terra dei fiori da cui potere estrarre essenze altrettanto
valide. La lussureggiante flora delle pendici dell'Himalaya ha
prodotto così, per ora, 51 nuove essenze floreali, note con il
nome di Aum Himalayan Sanjeevini Essences. Altre 47 formulazioni
composte completano la collezione. Il metodo di preparazione si
discosta da quello originale e prevede l'introduzione del fiore
intero in un'ampolla di vetro in cui si versa l'acqua del fiume
sacro, il Gange. L'agente conservante è il brandy, ma esiste
anche una preparazione non alcolica a base di miele.
Nelle indicazioni dei rimedi traspare l'influenza della religione
e della cultura indiana, tanto che molte prescrizioni ne fanno
esplicito riferimento. I campi generali d'azione sono quelli
classici, mentre quelli specifici riguardano la scarsa sensibilità,
la durezza verso il prossimo, la sessualità e i problemi
religiosi.
Le essenze canadesi
Le Pacific Flower Essences derivano da fiori originari delle
coste della British Columbia, in Canada, e devono la loro
esistenza all'impegno di Sabrina Pettitt che, fin dai primi anni
Ottanta, condusse studi sulla flora canadese. Una peculiarità di
questa collezione è quella di ospitare anche alcune piante
velenose, la cui pericolosità viene annullata dalla elevatissima
diluizione con cui vengono preparate le essenze. Un'altra
caratteristica è la presenza nel repertorio di essenze prodotte
non solo con fiori, ma anche con piante e perfino con organismi
marini. Il primo di questi fu Sand Dollar, appositamente studiato
e prodotto per un grave caso di dermatosi. Le essenze di questo
tipo vengono ottenute con il metodo solito, ma con l'acqua dell'oceano
anziché quella di fonte. Gli animali non vengono mai uccisi, ma
vengono soltanto immersi in acqua di mare ed esposti alla luce
del sole per un tempo sufficientemente lungo. Esiste perfino l'essenza
di delfino, Delph, e di balena, Pilotwal. La collezione è
suddivisa in sei kit di cui quattro floreali e due marini. Ai kit
vengono periodicamente aggiunte nuove essenze, a seguito dell'evoluzione
della ricerca e della sperimentazione. Molte essenze sono di
recentissima scoperta e pertanto il repertorio è ancora
essenziale e molto schematico.
I rimedi floreali possono essere usati singolarmente o in
combinazioni (la Pettitt ha preparato un rimedio composto da ben
17 essenze!), mentre quelli marini dovrebbero essere assunti
singolarmente. Essi vengono scelti mediante test kinesiologici,
intuizione e consultazione del repertorio. Le indicazioni sono
classiche: paura, traumi, stress, tristezza, sfiducia, socialità
e frustrazione. I rimedi marini sono capaci di indurre
trasformazioni interiori profonde, mentre quelli floreali hanno
un effetto più blando.
Le essenze scozzesi
Qualche parola merita anche la collezione di Ellie Web, terapeuta
scozzese, che a partire dagli anni Ottanta studiò e classificò
molti fiori della regione scozzese del Galloway, ricchissima di
flora ancora incontaminata. Gli Ellie Web Harebell Remedies sono
complessivamente 88 e vengono preparati con cura artigianale
seguendo il metodo di Bach.
Le principali indicazioni riguardano il senso di alienazione che
assale chi, abituato alla campagna ed agli spazi aperti, è
costretto a vivere nelle convulse aree urbane. Particolarmente
efficaci per i problemi spirituali, trovano applicazione anche
nei problemi più generali di stress, paura, relazioni sociali,
isolamento, tristezza e vari squilibri emotivi.
Le essenze italiane
La storia dei rimedi floreali italiani inizia per caso nel 1990
quando un uomo d'affari del Nord-Est italiano, recandosi a
trovare un'amica medico al primo congresso internazionale di
Floriterapia in Francia, fu affascinato ed attratto da questo
mondo. Passarono gli anni ed egli si appassionò sempre più,
grazie anche all'appoggio di un amico terapeuta dedito alla
medicina naturale. Nel 1995 si trova sugli argini del fiume della
sua città natale, affascinato dalla rigogliosa flora spontanea e
pronto ad intraprendere il cammino di ricerca ed intuizione che
lo porterà ad individuare gli 8 rimedi italiani.
La collezione comprende un rimedio particolare, Luce, che non è
ottenuto da essenze floreali, ma è costituito da acqua di fonte
"energizzata da un simbolo di guarigione" ritrovato in
una pietra sepolta nei pressi di un luogo sacro. Gli altri sette
rimedi, che citiamo per "patriottismo", sono Stella del
mattino (essenza di erbe e fiori di campo), il Consolatore (erba
medica), il rimedio della Felicità (malva), il Protettore (carota
selvatica), il rimedio della Salute Spirituale (erigeron
canadensis), il rimedio del Figliol Prodigo (rosa comune), il
rimedio dell'Armonia (tiglio).
Le essenze italiane vengono presentate in confezioni già pronte
all'uso, non devono essere ulteriormente diluite e possono essere
combinate in proporzioni uguali. La posologia consigliata è di 4
gocce 4 volte al giorno per tre settimane, ma nei casi gravi o
cronici si può arrivare fino a 4 gocce ogni ora o più. L'applicazione
topica e la vaporizzazione negli ambienti è consigliata ed
efficace.
Le caratteristiche principali di questi rimedi sono la capacità
di ripristinare le energie, sia fisiche che psichiche, infondendo
gioia, fiducia ed ottimismo. Le indicazioni di massima sono
pertanto deperimento mentale e fisico, sofferenza per le avversità
della vita, problemi spirituali.
Le essenze "da
collezione"
Il ricercatore tedesco Andreas Korte ha sviluppato una serie di
collezioni di essenze floreali davvero originale, preparate con
fiori e piante provenienti da tutto il mondo e perfino con gemme
e minerali. Il repertorio consta di 106 essenze, le Korte Phi
Essenzen, suddivise in sei collezioni: una di piante originarie
dell'Africa e delle isole Canarie, una di pregiatissime orchidee
amazzoniche, una di piante della Germania, una di diverse specie
di rose, una di piante dei deserti dell'Africa e dell'America del
Sud, in prevalenza cactus, ed una di gemme e minerali.
Il metodo di preparazione delle essenze è particolare: i fiori e
le piante non vengono mai recisi, ma sono posti a contatto dell'acqua
di fonte contenuta in una metà di geode di quarzo esposto ai
raggi solari. Questo sistema funge quasi da obbiettivo
fotografico per concentrare i raggi del sole sulla pellicola,
rappresentata dall'acqua, su cui lasciare "l'immagine dell'energia"
del fiore. Il metodo è chiamato Kristallherstellungsmethode ed
è stato sviluppato per preservare le specie, talvolta anche
molto rare, impiegate per la preparazione delle essenze.
Le essenze sono definite dal Korte come "le vitamine dell'anima",
in grado di integrare ed armonizzare il corpo e lo spirito. Le
indicazioni specifiche sono quindi rivolte ai problemi spirituali,
come l'incapacità di aprirsi all'amore. Molti rimedi sono
proposti per i problemi di stress, paura, sfiducia ed effetti
psicologici dei traumi.
Come tutti i rimedi floreali, anche questi possono essere
impiegati per uso esterno o per nebulizzazione nell'ambiente.
Alcuni di essi vengono per tale scopo proposti in crema ed esiste
una combinazione, Auraspray, appositamente studiata per essere
nebulizzata.
La ricerca del rimedio più idoneo dovrebbe essere condotta,
secondo Korte, con metodi intuitivi, test di tensione muscolare,
l'osservazione delle fotografie dei fiori e il test del polso
secondo la tecnica kinesiologica.
Le essenze dell'Alaska
Steven Johnson, pompiere specializzato americano, conobbe i fiori
di Bach nel 1980, nel tentativo di risolvere alcuni problemi di
salute. Il risultato fu talmente incoraggiante che lo spinse ad
approfondire l'argomento entrando in contatto con le
pubblicazioni della Flower Essence Society della Sierra Nevada e
ad appassionarsi di floriterapia. La possibilità di lavorare a
contatto con la natura e in ambienti ricchi di flora spontanea
fece "germogliare" l'idea ed il desiderio di regalare
al mondo l'essenza dei fiori di quelle terre meravigliose. Nacque
così nel 1984, a Homer, l'Alaskan Flower Essence Project, per
coordinare la ricerca e la preparazione di nuove essenze floreali
su tutto il territorio dell'Alaska.
L'Alaska è un paese immenso, con una densità di popolazione
bassissima e condizioni climatiche rigidissime. Gran parte della
zona centrale dello stato è occupata da una landa desertica
semiarida, la tundra, con temperatura media di appena -4°C. Due
fattori permettono a questa distesa inospitale di diventare in
estate un tappeto fiorito: la presenza costante della luce solare
ed il permafrost, un terreno permanentemente ghiacciato che
fornisce allo strato fertile soprastante l'acqua necessaria alla
vita vegetale. Vaste foreste di conifere ricoprono le aree meno
ostili. In un ambiente così difficile le piante devono
sviluppare strategie di sopravvivenza straordinarie, stimolate da
una energia particolare che nasconde proprietà curative non
comuni. Nel corso dei dieci anni di ricerca occorsi per la
preparazione delle essenze della collezione, Johnson ed i suoi
collaboratori si sono impegnati per cercare di capire i rapporti
esistenti tra i diversi ambienti nei quali i fiori crescono e le
proprietà terapeutiche che racchiudono. Nascono così i tre kit
di 72 essenze complessive che costituiscono la base della
collezione:
Il Kit 1 è composto da 24 essenze ottenute da fiori originari
della zona del lago Minchumina ai piedi del monte McKinley, nel
cuore dello stato, e nel Fairbanks. Questa zona presenta un clima
mutevole con sbalzi termici fortissimi e, nonostante ciò, è
ricchissima di specie floreali. Le essenze di questi fiori ci
aiutano a trasformare i nostri modelli fondamentali in senso
positivo ed equilibrato.
Le 24 essenze del Kit 2 derivano da fiori dell'area della
Kachemak Bay e nelle zone nei pressi della comunità di Bettles,
nel nord del paese. L'escursione termica è qui ancora più forte,
l'estate è di brevissima durata e venti gelidi sferzano i
territori. Le specie vegetali si adattano accelerando il loro
ciclo vitale e rimanendo nane, per sfruttare i pochi giorni di
sole e per resistere al vento. Le essenze preparate con questi
fiori sono dunque caratterizzate da una forza che spinge a
liberarsi da ogni resistenza all'accettazione della vita, in ogni
momento e situazione.
Il Kit 3 contiene ancora 24 essenze di fiori che vivono in
habitat particolari e rari: sono essenze che agiscono su aspetti
più sottili e spirituali della nostra vita. Dodici essenze di
fiori verdi offrono sostegno per la liberazione dal dolore e
dalla tensione repressi. Tre essenze sono preparate soltanto con
il polline dei fiori, la parte che racchiude la più elevata
concentrazione del principio attivo "energetico", che
può aiutare ad eliminare le resistenze interiori ed elevare lo
spirito. Le tre essenze preparate da fiori di piante carnivore,
dotate di grande capacità di adattamento, aiutano a superare le
limitazioni mentali ed emotive. Infine le sei essenze ambientali,
preparate "con un processo di sintonizzazione, accordo co-creativo
e solarizzazione", combinano in modo unico gli elementi aria,
terra, fuoco, acqua con altre energie celesti che si manifestano
nei ghiacciai, nei temporali, nelle luci del nord e nel sole di
mezzanotte. Queste essenze hanno un'azione fortemente
catalizzatrice e rivitalizzante e sono quindi indicate nei casi
di mancata risposta ad altre terapie o interventi di tipo
ricostituente. Esse possono essere proficuamente abbinate ai
rimedi floreali ed ai nuovi elisir di gemme. La ricerca prosegue
e la collezione è in continua evoluzione. Le modalità di
assunzione sono quelle classiche.
Confronto tra le essenze
dei diversi produttori
Le collezioni di essenze floreali nel mondo sono davvero tante e
di alcune abbiamo descritto le caratteristiche principali. Molte
essenze, ottenute dagli stessi fiori, si trovano in collezioni
diverse e ci si aspetta che siano dei prodotti equivalenti.
Spesso accade invece che si riscontrino notevoli differenze tra
essenze derivate da una stessa specie vegetale, ma
commercializzate da produttori diversi. Con la medesima posologia
possono riscontrarsi infatti tempi di reazione ed effetti diversi.
Nella maggior parte dei casi questa differenza non è dovuta ad
errori di produzione o scarso controllo di qualità. Si può anzi
affermare che la responsabilità del produttore è ristretta ai
casi di errori occasionali, dei quali peraltro non si ha
letteratura. Queste differenze sono invece una caratteristica
propria di queste essenze, per i motivi che vedremo. E' quindi
necessario che ogni produttore sperimenti le proprie essenze e ne
descriva nel repertorio le qualità salienti e le indicazioni
principali.
Una causa di queste differenze è la soggettività di ciascun
individuo vegetale. Ogni singolo fiore, per esempio, presenta
caratteristiche fisiche che lo rendono unico e diverso da ogni
altro nei particolari, anche se appartenente alla stessa specie.
Non è quindi lecito pensare che anche le caratteristiche a
livello energetico siano peculiari di ogni individuo, pur
presentando caratteri di similitudine?
Il particolare terreno e habitat in cui il fiore nasce e cresce
è un altro fattore che può generare differenze tra individui
omonimi. E' facile capire che ambienti diversi con diverse
opportunità di assorbimento di nutrienti dal terreno ed energia
solare, ossigeno ed anidride carbonica dall'aria, possano
generare individui simili, ma sostanzialmente differenti a
livello biochimico e, quindi, energetico.
Abbiamo infine visto che i metodi di preparazione delle essenze
non sono sempre gli stessi per tutte le collezioni. Il diverso
modo di trasferire l'energia del fiore all'acqua può essere
responsabile di un diverso tipo di "informazione energetica"
contenuta nell'essenza finale.
In conclusione, ogni variabile soggettiva, ambientale o di
produzione può produrre differenze in essenze derivanti dallo
stesso tipo di fiore. Si ribadisce quindi la necessità di
disporre sempre di un dettagliato repertorio specifico, la cui
specificità deve essere garantita da ricerche condotte da ogni
singolo produttore.
Questo articolo è stato pubblicato sulla
rivista l'Erborista
Centro
Ricerche Terapie Olistiche - Via E. Cialdini, 36 - 10138
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