
Impiego della floriterapia come completamento di altre discipline alternative (floriterapia-reflessologia plantare, floriterapia-kinesiologia, floriterapia-cromoterapia, floriterapia-omeopatia, floriterapia-analisi della scrittura)
Introduzione
Queste righe
vogliono essere uno spunto di riflessione sulla complementarietà
fra i molteplici aspetti delle medicine non convenzionali, con
particolare riferimento all'impiego sinergico con la floriterapia.
Si vuole dare un primo input per prendere coscienza di questa
realtà e per stimolare ad intraprendere lavori di ricerca atti a
"collaudare" le medicine alternative e la medicina
allopatica nelle specifiche peculiarità e fra di loro, in modo
da ridurre sempre più i limiti di ciascuna.
Nel seguito verranno fatti accenni a patologie che si alleviano o
si risolvono con l'impiego combinato della floriterapia e altre
discipline non convenzionali, per "stuzzicare" la
curiosità del lettore e spronarlo a sperimentare personalmente
nel proprio studio, nell'ambulatorio
, interazioni nuove ed
efficaci non riportate in letteratura.
La floriterapia nacque agli inizi del nostro secolo ad opera dell'intuizione
del dottor Edward Bach, secondo cui la causa delle malattie deve
essere ricercata non solo nel fisico, ma anche e soprattutto
nella psiche. Vivendo a contatto con la natura egli ebbe modo di
rendersi conto dello straordinario potere di alcune piante di
riuscire a correggere ciascuna un particolare stato psicologico
negativo. Nelle essenze floreali l'accento è posto sulla
trasformazione di atteggiamenti ed emozioni che impediscono la
piena salute dell'individuo e che infine hanno effetti nocivi
sulla salute fisica. Bach classificò 38 rimedi, associati ad
altrettanti fiori o piante, preparati con una particolare
procedura mirata ad imprigionare nella purezza dell'acqua e con l'aiuto
del sole, l'energia positiva posseduta dai fiori. Questi rimedi
sono assolutamente naturali, efficaci e totalmente privi di
controindicazioni. Il loro campo di azione non è fisico, ma
spirituale, psichico, e mira a ricondurre la nostra "anima"
all'equilibrio facendone emergere gli aspetti positivi e
ristabilendone l'armonia. Nella maggior parte dei casi, dopo un
adeguato periodo di cura, lo stato d'animo negativo scompare.
Durante la somministrazione dei rimedi è possibile che la presa
di coscienza degli aspetti origine dei turbamenti del nostro
essere conduca ad un nuovo stato di malessere; questo fenomeno
non è da imputare all'inefficacia del rimedio, ma all'emergere
di nuove problematiche, anche più profonde e complesse,
mascherate da quella che il rimedio ha guarito. Coscienti di
quanto sia importante il benessere interiore, possiamo dunque
capire quanto risulti utile l'impiego della floriterapia
associata alle altre discipline naturali.
Floriterapia &
c.
Il nostro organismo è infatti strutturato secondo tre diversi
aspetti che coesistono nella stessa persona e costituiscono la
cosiddetta "triade della salute": un aspetto fisico,
uno biochimico ed uno emotivo (pensieri, emozioni,
). L'obiettivo
delle medicine naturali è quello di ripristinare o mantenere l'equilibrio
di questi tre sistemi, senza metterne in evidenza uno a discapito
degli altri. Analizzando criticamente le discipline naturali, si
potrà notare che ciascuna di queste ha caratteristiche peculiari,
ma che tutte hanno un unico obiettivo: curare la persona nella
sua totalità.
La fortissima complementarietà fra le discipline alternative è
stata messa in evidenza dalle esperienze raccolte durante gli
interventi terapeutici. Le tecniche manipolative, come ad esempio
la reflessologia plantare, la kinesiologia o i rimedi omeopatici,
le diagnosi ectoscopiche (come l'analisi della scrittura), la
cromoterapia, ecc., possono essere completate o possono
completare l'intervento floriterapico.
L'esperienza ha dimostrato che la floriterapia può fungere da
supporto generale di base per altre discipline alternative,
chiaramente soltanto se si ritiene opportuno e necessario un
intervento di tipo emotivo. Ad esempio in alcuni casi di
svezzamento da psicofarmaci, in sindrome depressiva, in cui sono
state utilizzate tecniche di reflessologia plantare e rimedi
omeopatici, è stato anche prescritto un cocktail di rimedi
floriterapici per aiutare il paziente a rielaborare un lutto
risalente ad anni prima. Attraverso l'utilizzo della
reflessologia plantare, massaggio che determina un aumento della
circolazione sanguigna e linfatica, si riesce ad ottenere un
riequilibrio generale a livello del sistema nervoso, mentre i
rimedi omeopatici e floriterapici insieme, come si vedrà meglio
in seguito, esplicano la loro azione mirata a livello psichico.
L'azione combinata dei diversi rimedi e delle diverse metodiche
permette di ottenere risultati sull'intera "storia"
della patologia, alleviandone i sintomi, portandola a guarigione
eliminando le cause remote ed evitandone la ricomparsa. In questo
senso si può citare l'esempio di un soggetto afflitto da
cervicalgia associata a cefalea, causata dall'ansia e dalla
tensione dovuta a questo distress. Un approccio terapeutico
corretto potrebbe essere il seguente: presupponendo che un'accurata
indagine diagnostica abbia rivelato che la patologia sia di tipo
puramente fisico osteoarticolare e non di altra natura, allora a
trattamenti reflessologici e manipolativi, atti ad allentare lo
stato di tensione presente nelle masse muscolari, si può
affiancare un'azione floriterapica miorilassante come ad esempio
Oak, affinché l'effetto che si è cercato di impostare durante
il trattamento si possa mantenere nel tempo. Si può infine
aggiungere al "mix floreale" prescritto, il rimedio
tipologico della persona, ossia quel rimedio che ne ricalca i
punti essenziali dell'emotivo, inducendo modificazioni in quest'ambito
ed impedendo che gli episodi si ripetano.
Inoltre è bene puntualizzare che un soggetto con problematiche
di natura osteoarticolare quale ad esempio, in maniera aspecifica,
rigidità fisica, potrebbe essere in realtà soltanto preda di
problematiche sul piano emotivo. In questo caso è bene impostare
una terapia oltre che su un piano puramente sintomatico,
alleviando le rigidità tramite una serie di trattamenti di tipo
meramente manipolativo, anche su un piano emotivo profondo con l'ausilio
di preparati floriterapici da assumere a casa (ad esempio Willow)
per rimuovere la problematica emotiva e, con essa, quella
osteoarticolare.
Il rimedio floreale non solo modifica o eradica la problematica
emotiva da cui può eventualmente emergere una modificazione a
livello fisico, da trattarsi con mezzi opportuni, ma è anche un
valido aiuto in una qualsiasi patologia acuta o cronica in cui vi
sia interessamento della sfera psichica. Citiamo a titolo di
esempio uno stato di algia costante e continua nel tempo, che può
indurre nell'individuo uno stato d'ansia ed angoscia che può
degenerare fino a gravi turbe della sfera emotiva per l'incertezza
di guarigione.
Possiamo trovare nella kinesiologia un valido alleato della
floriterapia a livello diagnostico. Infatti per individuare
eventuali problematiche emotive e potere così indicare i rimedi
floreali più adatti si possono seguire due strade maestre: la
prima prevede l'indagine verbale delle caratteristiche del
soggetto in esame e la scelta del rimedio in base alla conoscenza,
all'esperienza e all'intuizione del medico che la conduce; un'altra
metodica di intervento consiste nell'individuare il rimedio
floriterapico attraverso domande poste direttamente all'organismo
mediante l'utilizzo della tecnica kinesiologica in modo che,
presupponendo un corretto uso della medesima, gli esiti risultino
indipendenti da ogni mediazione emotiva e culturale, individuando
il rimedio o i rimedi floriterapici di cui l'organismo ha
realmente bisogno. Oltre ad individuare la problematica di fondo,
il periodo in cui si è instaurata, il rimedio più consono per l'individuo
in un preciso momento e stato emozionale, si possono seguire i
progressi del soggetto e di volta in volta modificare la terapia
somministrando sempre il mix di rimedi più consoni. Quest'ultima
è a nostro giudizio una metodica più valida di quella puramente
intuitiva, in quanto in questa situazione si funge da veri e
propri "strumenti di guarigione" essendo semplicemente
dei canali atti ad interpretare i test, senza imporre terapie
scaturite dalla soggettività del terapeuta.
L'azione combinata delle due tecniche non si esaurisce però a
questo livello. Abbiamo dimostrato come la kinesiologia sia un
valido strumento di indagine per individuare i problemi su cui la
floriterapia può agire; ma anche la kinesiologia stessa è un
potente strumento di terapia, finalizzato a ristabilire l'essenziale
equilibrio dei tre aspetti della "triade della salute",
e i fiori di Bach possono contribuire a completarne l'efficacia.
Si osserva infatti che il miglioramento durante cicli di
trattamenti kinesiologici progredisce positivamente fino ad un
certo punto dove talvolta si arresta fintanto che non venga
associato un adeguato intervento floriterapico. Un simile
comportamento si è osservato in casi di cefalea di origine
emotiva, tipica degli individui impazienti e facilmente
irritabili, infastiditi dallo stesso insorgere del sintomo che,
in tal modo, acuiscono ulteriormente. Un trattamento di
riequilibrio kinesiologico affiancato ad un rimedio omeopatico di
fondo o floriterapico tipologico può dare ottimi risultati.
Si possono ottenere degli ottimi risultati con l'uso combinato
dei rimedi floriterapici e la cromoterapia. L'uso del colore,
originariamente adottato nell'industria per migliorare l'efficienza
produttiva, venne lentamente introdotto nel campo medico finché,
dopo lunghe sperimentazioni, ci si accorse che i colori possono
essere efficacemente usati per il loro effetto stimolante o
depressivo proprio come, in termini più generali, la radiazione
cromatica può essere impiegata per applicazioni esterne (e noi
tutti conosciamo ed apprezziamo i benefici e gli effetti dei
raggi UV, IR, laser,.
). Dopo essere pervenuti alla
diagnosi psicologica, si può unire il colore, inteso come
messaggio energetico trasportato da onde elettromagnetiche, al
messaggio energetico del rimedio floriterapico. Entrambi hanno la
capacità di comunicare direttamente con il nostro inconscio
destando reazioni emotive e percettive che si fondono all'interno
della psiche. Le frequenze proprie del colore e del rimedio
floreale risuonano insieme ed esaltano il loro effetto. I fiori,
debitamente utilizzati ed orientati, produrranno nel paziente gli
effetti positivi desiderati insieme al colore, che può essere
irradiato o fatto visualizzare al paziente, in modo che il
soggetto si senta pervaso dallo stesso. E' noto che la
cromoterapia può essere impiegata sia a livello di irradiazione
localizzata su una parte del corpo per una azione localizzata
esterna sia, soprattutto, a livello psichico mediante
visualizzazione della radiazione cromatica, per indurre
modificazioni emotive. Nel primo caso l'associazione alla
floriterapia è un completamento dell'azione terapeutica su piani
diversi mentre, nel secondo caso, si ha un effetto rinforzato e
diretto nella stessa direzione. Le due metodiche insieme riescono
comunque l'una a potenziare l'altra, superando vicendevolmente i
limiti reciproci.
I rimedi floreali sono stati inclusi nel Supplement to the Eight
Edition of the Homeopatic Pharmacopoeia of the United States e
sono considerati a tutti gli effetti farmaci omeopatici. E'
doveroso però osservare che in realtà sono molte le differenze
fra i due tipi di rimedi: le sostanze di base (la parte fiorita
della pianta per i rimedi floriterapici e diverse parti di piante,
sostanze minerali, animali ed umane per quelli omeopatici); il
metodo di preparazione (infusione in acqua ed estratti alcolici,
diluizione, dinamizzazione); i criteri di scelta (peculiarità
dell'aspetto emotivo della persona e legge dei simili); l'approccio
terapeutico classico (associazione del rimedio agli archetipi
psichici e associazione sintomo-rimedio); infine osserviamo che
lo stesso Bach fu spinto a cercare qualcosa di diverso dall'omeopatia,
che egli stesso praticava. Tutte queste differenze ci permettono
di ipotizzare che i due tipi di rimedi, floreali ed omeopatici,
possano agire nei confronti dello stesso problema secondo modalità
differenti. E' lecito quindi pensare non solo che certamente
entrambi possano esaltare l'effetto terapeutico in sinergia, ma
anche che vi siano situazioni in cui uno risulti più indicato
dell'altro. Mancando purtroppo ancora una conferma strettamente
scientifica, spetta all'indagine statistica sperimentale dare una
risposta significativa.
Come la kinesiologia, anche l'analisi del gesto grafico è un
potente mezzo di indagine diagnostica. L'analisi del gesto
grafico o grafologia, cioè l'osservazione critica di uno scritto
su base statistica con fondamenti psicologici, permette di
mettere a nudo la personalità dello scrivente e di evidenziarne
eventuali problematiche emotive che possono essere trattate e
risolte con l'impiego dello strumento più opportuno, che spesso
si rivela essere la floriterapia. Riteniamo che la grafologia sia
un ottimo strumento di indagine attraverso cui scandagliare i più
reconditi aspetti della psiche, da cui potenzialmente possono
nascere problemi e patologie di natura diversa. Può anche essere
utilizzata solo per prendere coscienza dei nostri limiti emotivi
per migliorarsi. Nel caso di patologie più serie, attraverso la
grafologia si può evitare una lunga indagine psicoanalitica,
spesso costituita da molte sedute, analizzando una serie di
campioni grafici che permettono di rivelare velocemente tutte le
problematiche che affliggono l'individuo. Accade spesso che
soggetti indagati attraverso l'utilizzo della grafologia e
sottoposti ad opportuna terapia floriterapica, dopo un periodo di
cura ed in seguito ad un nuovo controllo presentino sensibili
modificazioni a livello della grafia stessa. Questo effetto
permette di valutare tramite successive indagini l'evoluzione
della malattia e l'efficacia delle terapie floriterapiche
impostate.
Si può concludere affermando che le tecniche di medicina
naturale costituiscono, nel loro ambito di applicazione, un
valido strumento di diagnosi e terapia, che si dimostra più
efficace se queste sono mirate e reciprocamente coadiuvanti.
Questo articolo
è stato pubblicato sulla rivista l'Erborista
Centro
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