
BREVE STORIA
Fu Aristotele che per primo fu attratto dall'espressività del
segno grafico, intendendolo come rivelazione della concezione
della "anima e del discorso", ossia come sintesi dell'elaborazione
mentale e verbale.
In epoca romana lo storico Svetonio, autore della "Vite dei
dodici Cesari", si sofferma a considerare la grafia di
Ottaviano Augusto, descrivendone alcune caratteristiche, quasi a
sottolineare la sua originalità in sintonia alla complessa e
particolare personalità dell'imperatore.
Si deve giungere in Italia, al XVI secolo, per trovare il primo
saggio grafologico vero e proprio, finora conosciuto. Il suo
autore fu Camillo Baldi, che puntò la propria attenzione
soprattutto sul modo di fraseggiare, di esprimere i concetti.
Questo saggio, pur così interessante, passò inosservato, e si
deve giungere al XIX secolo per trovare il primo vero manuale di
grafologia, opera di un francese, un abate, si è intorno alla
metà del 800. Egli comprese che il sistema nervoso giocasse un
ruolo primario nella vita psichica e fisica, considerasse
indispensabile la sua influenza sulla grafia.
Un grande grafologo fu il Pulver, Svizzero, che, affermò: "L'uomo
scrivendo descrive se stesso", volle mettere in risalto il
fatto che la scrittura manifesta la personalità dello scrivente
nelle varie situazioni della vita, derivante dal bagaglio
ereditario, dall'educazione familiare, dall'influenza dell'ambiente.
Egli non prese in considerazione solo i singoli segni grafici, ma
soprattutto la distribuzione dello scritto nello spazio, perché
tale distribuzione fu la manifestazione della natura umana
oscillante tra i due poli della ragione e dell'istinto.
Il caposcuola della grafologia italiana fu G. Moretti, che
considerò la scrittura come campo preferenziale in cui si
manifesta tutta l'individualità di ognuno di noi. La grafia,
come espressione privilegiata dei sistemi che interagiscono nella
personalità, ne è lo specchio e come tale riflette sia la realtà
immediata dello scrivente, sia ogni mutamento che avvenga nel suo
intimo. Da questa concezione dinamica di fondo Moretti creò un
metodo grafologico, attento a captare i dinamismi individuali
attraverso i "segni" grafologici.
CHE COS'E'
E' la scienza che studia il gesto scrittorio, come espressione
dell'unità psicofisica, non si occupa della calligrafia (bella
scrittura), ma del tracciato grafico; il grafologo non è un
"indovino" ma, attraverso l'analisi d'ogni tracciato su
un foglio, può cogliere le tendenze psicologiche dello scrivente,
sia esso un bambino, un adolescente, un adulto, un anziano.
L'analisi della scrittura è una scienza oggettiva e soggettiva
come lo possono essere psicologia e medicina.
La grafia è la proiezione di tutta la personalità dello
scrivente, attraverso di lei si può cogliere la globalità. Lo
spettro di questi test è quindi vastissimo.
La personalità dell'altro deve essere prima di tutto rispettata
ed avvicinata con grande senso umiltà.
E' bene precisare che, se è possibile attraverso la grafia
cogliere tutta la personalità di chi scrive, questa percezione
si riferisce all'attimo specifico in cui si è steso il tracciato
grafico. Pur rimando quindi un substrato immutabile,
corrispondente alle doti innate dello scrivente, confrontando più
scritti di una stessa persona, si potranno verificare alcune
varianti, che dipendono dalla situazione temporanea in cui egli
ha vergato lo scritto. Inoltre, fatto psicologicamente anche più
importante, il grafoanalista vede solo il risultato del vissuto
dello scrivente, non può capirne le motivazioni.
A CHI SI RIVOLGE
Sempre più numerosi e vari sono i settori di applicazione della
scienza grafologica: questo fatto contribuisce a rendere
poliedrica la figura del grafologo al quale si richiedono
competenze diverse e che sempre più spesso, si trova a lavorare
in collaborazione con gli specialisti degli altri settori.
Trova applicazione nelle indagini grafologiche per l'analisi
della personalità. E' un metodo di rivelazione non solo
affidabile, ma più rapido e completo dei tradizionali strumenti
costituiti dai vari tipi di test. Il test rivela un piccolo
tratto del carattere o dell'intelligenza, l'analisi della
scrittura apre, invece, ampi spiragli sui vari aspetti della
persona non esclusa la dimensione psicosomatica e dinamica. La
scrittura, essendo un comportamento involontario ed espressivo,
rivela, soprattutto, il profondo, il vissuto di un soggetto e non
solo i comportamenti superficiali che tutti possono osservare, si
vanno quindi ad individuare le cause dei disagi emotivi del
soggetto. Inoltre il soggetto non subisce condizionamenti
psicologici o emotivi, dato che la scrittura stesa spontaneamente
in precedenza ad essere analizzata.
Trova applicazione per l'orientamento scolastico e professionale,
per individuare le inclinazioni le aspirazioni e l'autorealizzazione
del soggetto. Una valutazione obiettiva delle proprie potenzialità,
ma anche dei propri limiti, permette all'individuo di evitare
compiti frustanti, generatori di depressione e di aggressività.
Consulenze nel settore familiare e di coppia, si esamina la
dinamica profonda che determina il realizzarsi del legame
affettivo e che orienta l'individuo nella scelta; quest'ultima è
determinata da fattori vari di carattere inconscio, che trae
origine prevalentemente nella nostra infanzia. Uno dei più
importanti è costituito dal rapporto figlio-genitore di sesso
opposto, rapporto che, se vissuto in modo piuttosto problematico,
può creare delle turbe che danneggiano l'evoluzione della
traslazione affettiva da figlio-genitore del sesso opposto a
figlio (ormai adulto) - partner.
Consulenze nel settore peritale sono applicabili nella verifica
di firme o sottoscrizioni, su cambiali, testamenti,
Centro
Ricerche Terapie Olistiche - Via E. Cialdini, 36 - 10138
Torino - Telefono (0039) 011.433.74.13 Fax (0039) 011.447.76.88
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