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Reflessologia plantare

BREVE STORIA
Le origini di questa antichissima metodica si perdono nella notte dei tempi. I primi documenti risalgono all'antico Egitto, come risulta dalle descrizioni trovate nella tomba di un medico dell'epoca. Il dipinto rurale risale all'inizio della sesta dinastia (2330 a.C. circa) e raffigura personaggi che praticano le reflessologia a livello dei piedi e delle mani.
Venne portata all'attenzione del mondo occidentale da un medico americano, W.H. Fitzgerald, che impiegava questo metodo principalmente a scopo analgesico ed anestetico.
Sarà poi E. D. Ingham, massaggiatrice americana, che rivolgerà la propria attenzione sui riflessi dell'area plantare, consigliando l'uso della pressione con il pollice.


CHE COS'E'
E' una metodica d'indagine e di cura che, sfruttando la manipolazione delle zone reflessogene del piede, riesce ad "accertare" lo stato di salute del soggetto in esame. Il piede è un grande chiaccherone, ma è necessario sapersi mettere in ascolto. Anzitutto la pressione del dito può dare origine a reazioni acute o a sensazioni dolorose (come quelle provocate da una spina o da una contusione), mentre a volte si ha solo la sensazione di una pressione sulla pelle. Il valore di queste sensazioni è grandissimo ai fini dell'individuazione dello stato di equilibrio dell'organismo, essendone il dolore la spia di avvertimento.
L'esame del piede consente di individuare in quali parti del corpo vi siano disarmonie e, attraverso un successivo intervento, di mettere in atto una terapia idonea per il ripristino dell'equilibrio.
E' importante ricordare che qualsiasi malessere o disfunzione che colpisca il piede (per esempio di appoggio plantare) si ripercuote sempre sull'organismo.
Giustamente ci si domanda perché proprio il piede. A prescindere dal fatto che quello umano è unico nel mondo animale, si osserva che esso ha riflessi molto sensibili ed è relativamente facile individuare su di esso, in una sorta di particolarissima mappa, i vari organi e addirittura valutarne il funzionamento.
I piedi sono anche poli fortissimi di energia e sono un legame con le emanazioni della terra. Infine i piedi sono la parte del corpo che dà maggiore sicurezza, in cui non ci si sente minacciati e sulla quale è quindi possibile agire tranquillamente, infondendo anzi uno stato di calma e di gradevole benessere nel soggetto: tutte cose che giocano un ruolo non indifferente nel corso dell'applicazione della terapia.
In ogni piede si trovano circa 7200 terminazioni nervose che intessono estesi collegamenti, tramite il midollo spinale ed il cervello, con tutte le parti del corpo. Il piede può essere paragonato ad un telecomando: quando si tocca un organo nella zona che gli corrisponde nel piede, non si fa altro che attivare i punti nevralgici della circolazione sanguigna e linfatica dell'organo stesso, permettendo agli impulsi nervosi, che in quel momento risultano bloccati in qualche parte, di percorrere liberamente le vie nervose.


A CHI SI RIVOLGE
A qualsiasi fascia di età, con problemi sia di tipo fisico a carico degli apparati respiratorio, digerente, genitourinario, mioosteoarticolare, del sistema nervoso centrale e periferico e sia psichici, come ansia, depressione, panico, esaurimento nervoso, …
I trattamenti sono bisettimanali, con un minimo di 7 sedute ed un massimo di 13 o 14. Nei casi acuti e di recente insorgenza, possono bastare anche solo 3 o 4 interventi (a cadenza bisettimanale). Il segreto per una pronta guarigione è l'essere molto scrupolosi nell'attenersi a
quanto viene consigliato ed evitare di fare di "testa propria": un trattamento ogni tanto, a proprio piacere, non serve a niente!
Per soggetti affetti semplicemente da eccessivo stress o scarsa rilassatezza, è possibile effettuare delle sedute settimanali o quindicinali, mirate al riassetto dell'organismo in modo da farlo tendere verso l'omeostasi.

La Reflessologia è un ottimo strumento d'indagine e di trattamento, ma non è sufficiente il solo intervento esterno, è indispensabile la volontà del paziente!


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